«Africa Bianca»

Un libro fotografico racconta il massacro - troppo spesso dimenticato - degli albini in Malawi



Ho conosciuto Alfonso Della Corte nel novembre scorso, durante la presentazione a Perugia del mio «Terra sacra e guerriglia» (Eclettica Edizioni, 2018) dove, insieme a Maurizio Papucci, parlavamo anche dell'importanza del reportage fotografico. Alfonso mi aveva raccontato dei suoi viaggi in Malawi, al confine con il Mozambico e dell'imminente uscita del suo libro. Sono passati pochi mesi e i frutti del suo lavoro hanno preso forma. Pochi giorni fa è stato pubblicato «Africa Bianca. Il mio viaggio in Malawi» (Kroma Editrice, 2019), un prezioso volume fotografico di 544 pagine che documenta il massacro - troppo spesso dimenticato - degli albini.


Attraversando a piedi e con mezzi di fortuna uno dei Paesi più poveri del continente africano, Alfonso ha stretto profonde amicizie, ascoltato storie e vissuto esperienze generalmente proibite per chi proviene dall’esterno del Paese. Ha toccato con mano il terrore nel quale vivono gli albini a causa della tratta che li vede vittime, alimentata da feroci credenze che attribuiscono loro poteri magici per i quali vengono rapiti e sezionati e che, in questo momento, sta conoscendo una drammatica recrudescenza.


Alfonso ha voluto capire a fondo quanto e come questo fenomeno fosse vissuto dalla popolazione attraversando villaggi, scattando fotografie, raccogliendo testimonianze e vedendo anche con quanto amore e senso di protezione gli sfortunati albini sono difesi e accuditi dai loro cari e da tutto il villaggio di appartenenza, scoprendo un’altra Africa che, come in ogni parte del mondo, ospita il buono e il cattivo, il male più atroce ed il bene più profondo.



Come è iniziato il tuo lavoro su gli albini?

Dopo diversi viaggi in Malawi e su qualche tratta del vicino Mozambico la presenza massiccia di persone con albinismo hanno catturato la mia intenzione. Così ho cominciato a documentarmi facendo ricerche in internet, ma la risposta era sempre la stessa: in Africa massacrano gli albini. Cosi sono andato a vivere circa otto mesi con loro. Nel libro ho dato ampio spazio all'albinismo ma ho documentato anche la precarietà che si vive nei villaggi rurali. Ne ho girati circa 200, di cui molti li ho vissuti a 360 gradi, anche per lunghi periodi.

Quando ti è venuta l'idea di pubblicare un libro con le loro storie?

Non ho deciso di farci un libro, ho voluto conoscerli meglio e ho desiderato fare qualcosa per loro. Il libro poi è venuto da sé, ho sentito il bisogno di documentare la loro precaria esistenza e le loro storie per portare un grido di aiuto e speranza nel mondo, una denuncia che arrivasse lontano.

Quando si fa un reportage del genere è difficile rimanere distanti dalle storie che si documentano...

Non sono rimasto molto distante, infatti. Ho vissuto con loro e si sono creati rapporti di fiducia ed amicizia. Ho sentito nel mio cuore il desiderio di aiutarli, non potevo limitarmi a fotografare una realtà così cruda rimanendo a guardarla da dentro il rettangolo della mia reflex. Spesso ho lasciato la macchina fotografica per recarmi a procurare medicine per curare la loro pelle piena di infezioni causate dal sole.

Come ti sei avvicinato alla fotografia?

La fotografia si è avvicinata a me. Già da piccolo nella mia famiglia non si usciva mai senza avere con noi una macchina fotografica. I miei genitori mi lasciavano scattare foto già dall'età di 6/7 anni. A 10 ho ricevuto la mia prima fotocamera, da allora non ho mai smesso. Ho capito che fermare qualcosa per sempre, un paesaggio, un volto, una storia è per me importante.

Hai in programma altri lavori?

Ho in programma diversi lavori. La prossima partenza sarà a marzo. Andrò in India durante Lathmar Holi (holi festival). Ma poi ritorno in Africa in cerca di storie, forse in Congo per documentare i sopravvissuti, coloro che sono fuggiti dalle miniere di coltan. Ho in cantiere anche un'altra storia africana, riguarda una tribù che sta scomparendo nel Sud Sudan. Ma prima devo portare avanti, almeno per un pò, il progetto «Africa Bianca»: sto cercando fondi per creare un'associazione per aiutarli.

In bocca al lupo Alfonso. Per i prossimi lavori e per l'associazione. Alla prossima chiacchierata, magari da qualche parte in giro per il mondo.


Il libro «Africa Bianca. Il mio viaggio in Malawi» può essere acquistato scrivendo direttamente ad Alfonso.

© 2019 Fabio Polese

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