Magia e tradizioni. Sulla pelle e sui muri

Aggiornato il: 15 feb 2019

Quei poteri che possono dare soli gli Ajarn, sempre e solo se c'è credo e determinazione


Con Ajarn Dang nel suo Samnak nella periferia di Chiang Mai - © www.fabiopolesereporter.org

Per realizzare il mio prossimo libro sui Sak Yant, i tatuaggi sacri thai, negli ultimi quattro anni di ricerche, ho avuto la fortuna di conoscere diversi Ajarn, i maestri. I soli che possano incidere queste speciali raffigurazioni. Durante il mio lavoro, qualche giorno fa, ho incontrato Ajarn Dang, a caso, ma non per caso. Una persona dal carisma molto particolare. Il suo modo di fare è riuscito a togliere la differenza che c'è tra me e un maestro. Con rispetto, ovviamente.

Ho iniziato il mio viaggio sui Sak Yant – o Yantra – affascinato dalle cose che mi venivano raccontate. Sempre con la massima riconoscenza che si deve alle tradizioni millenarie, anche se sono lontane migliaia di chilometri da noi. Con una incredibile semplicità, Ajarn Dang mi ha fatto vedere i libri, centenari, dove ha studiato.


Non mi era mai successo che un maestro si rapportasse con me così. Ne ho conosciuti diversi. Tutti che avessero il potere di realizzare questo tipo di tatuaggi. Disegni che mischiano magia e spiritualità. Ma mai nessuno si è spinto oltre. L'intervista al maestro Dang, che in thai significa «color rosso», sarà pubblicata nel mio volume in uscita prossimamente, in italiano e in inglese.

Una cosa strana però mi è successa. Girando in motorino per la periferia di Chiang Mai, il luogo dove vivo da ormai quasi un anno, sono capitato in un tempio, il Wat Nong Than Ngoen, dove sui muri c'erano le stesse illustrazioni che l'Ajarn mi aveva mostrato un paio di giorni prima. L'ingresso ha attirato immediatamente la mia attenzione per i suoi guerrieri e i suoi Singha, diversi da quelli soliti che stanno a protezione di ogni tempio. E per i suoi colori inusuali, nero e oro. A caso, ma non per caso. Anche questa volta.


L'entrata del Wat Nong Than Ngoen. © www.fabiopolesereporter.com

Mi piace pensare che doveva andare così. Sulle strade inesplorate della Thailandia, alla ricerca di quei culti antichi che, per fortuna, non spariranno mai. E che non sono destinati a tutti.

© 2019 Fabio Polese

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