Maung Maung Tinn, l'artista Karen

Aggiornato il: 20 mar 2019

Attraverso la pittura cerca di richiamare l’attenzione del mondo sulle etnie birmane, da anni vittime delle violenze dei militari

Maung Maung Tinn è nato nello Stato Karen (nell'Est della Birmania) nel 1969. Suo padre era un falegname e sua madre una casalinga. La vita per lui è stata dura. Come quella di quasi tutti i Karen, da anni perseguitati dai militari birmani.


L'ho conosciuto qualche anno fa a Mae Sot, la città di confine tra Thailandia e Birmania, dove molti Karen scappati dalla guerra più lunga al mondo hanno trovato rifugio. Maung Maung ha cominciato a dipingere da piccolo. Prima disegnava sulla terra utilizzando un legnetto poi, quando è riuscito a recuperare delle matite colorate, ha iniziato a farlo su tutto quello che trovava. Lo faceva per ore. Da anni dipinge a tempo pieno, per dar voce al suo popolo, per far sì che il loro grido arrivi oltre i confini della Birmania. Le sue opere, fino ad ora, sono state esposte negli Stati Uniti, in Canada, in Italia, in Svizzera, in Francia, in Belgio, in Giappone, in Australia e in Olanda.


È appena uscito il suo nuovo libro: "Still - On the border". Il volume riesce perfettamente a raccontare la storia dei Karen che, nonostante la sofferenza e la guerra, iniziata nel lontano 1949, sono convinti che prima o poi potranno conquistare la propria libertà. Convinzione che ha ben in testa anche Maung Muang, come sottolineato pochi giorni fa, quando l'ho rivisto a Mae Sot, dove vive ormai dal 1994. "Temporaneamente", assicura sorridendo. "Torneremo nella nostra terra".

Il libro può essere ordinato a: maungmaungtinnart@gmail.com

© 2019 Fabio Polese

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