LIBRI

TERRA SACRA E GUERRIGLIA

FABIO POLESE

ECLETTICA EDIZIONI - 7,00 €

Ci sono dei popoli incontaminati. Ancestrali. Che credono ancora che la terra sia una cosa sacra. Da difendere. A tutti i costi. Uno di questi è quello Karen, che vive nella Birmania Orientale, dove si combatte la guerra più lunga e sconosciuta del mondo. Per raggiungere il loro territorio bisogna partire dalla città di Mae Sot, in Thailandia. Sei ore di viaggio verso sud, costeggiando l’infinita frontiera naturale tra i due Paesi asiatici. Il confine che non c’è si supera clandestinamente, entrando nella fitta vegetazione della giungla, lasciando la strada principale fatta di pericolosi tornanti e checkpoint dell’esercito thailandese. Black area, l’ha definita il governo birmano. Una zona nera dove i giornalisti non possono entrare ma dove tutto è possibile. Si spara a vista e le violenze, che sono iniziate nel lontano 1949 e hanno causato migliaia di vittime, non sono mai finite.

I Karen, originari della Mongolia e del Tibet, sono arrivati in queste zone dopo una lunga migrazione nel 730 Avanti Cristo. Animisti, buddisti, cristiani e musulmani vivono tranquillamente in armonia tra loro e con l'ambiente che li circonda. È l’esercito birmano il problema. Da decenni, infatti, tenta di annientare ogni specificità e di arricchirsi con le molte risorse naturali che la regione offre. Ma questo popolo non è rimasto a guardare, ha imbracciato le armi e ha iniziato a combattere. Da una parte c’è chi vuole difendere la terra degli Avi e le proprie tradizioni. Dall’altra chi uccide per soldi e potere. Gli interessi sono, purtroppo, parte integrante di ogni conflitto. Lo sappiamo. E lo sanno bene soprattutto i Karen che lottano da tanto, troppo tempo.

There are uncontaminated nations. Ancestrals. They still believe that the earth is a sacred thing. To defend. At all costs. One of these is the Karen nation, who lives in Eastern Burma, where the longest and most unknown war in the world is fought. To reach their territory you have to leave from the city of Mae Sot, in Thailand. A six-hour journey southwards, skirting the endless natural border between the two Asian countries. The non existing border is crossed clandestinely, entering the dense vegetation of the jungle, leaving the main road made of dangerous bends and checkpoints of the Thai army. The Black area, so called by the Burmese Government. A black area where journalists cannot enter but where everything is possible. Shoots on sight and the violence, which began back in 1949 and caused thousands of victims, has never ended.

The Karen, originated from Mongolia and Tibet, arrived in these areas after a long migration in 730 B.C.. Animists, Buddhists, Christians and Muslims live peacefully here in harmony with each other and with the nature that surrounds them. The Burmese army is the problem. For decades, in fact, it has tried to destroy all specificity and enrich itself with the many natural resources that the region offers. But they did not stand by and watch, they took up arms and started to fight. On the one hand there are those who want to defend the land of the ancestors and their traditions. On the other hand, those who kill for money and power. Interests are, unfortunately, an integral part of any conflict. We know that. And, especially the Karen who have been struggling for a long time, too long, we know this well.

© 2019 Fabio Polese

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